Goa Trance - by Pegnof
Un viaggio psicotropico attraverso transpaesaggi tribedelici.
La regione di Goa, situata all’incirca a metà della parte meridionale della costa occidentale dell’India ha avuto una variegata storia d’occupazione. Dal decimo secolo fino ai primi anni del sedicesimo secolo essa è stata sottoposta ad alternanze di dominio indù e mussulmano. Nel 1510 è stata conquistata dai portoghesi la presenza dei quali, ad eccezione di due brevi periodi di occupazione britannica (1797-1798 e 1802-1803) è durata fino al 1961. In quell’anno l’esercito indiano ne prese possesso. La presenza dei portoghesi per oltre 450 anni ebbe un forte effetto sulla vita culturale di Goa, chiaramente riscontrabile, nel periodo attuale, per mezzo delle molte chiese e monasteri cattolici e di altra architettura caratteristica, ma anche da influenze nella cucina e nelle arti.
La storia multiculturale di Goa è un importante substrato per lo sviluppo della scena dei party sulle spiagge di Goa nei primi anni 60. Concordentemente a Ray Castle (in Cole, 1996a, p. 9), Goa è una zona unica in India con una “vibra speciale” correlata allo sfondo culturale portoghese. Egli vede gli hippie che migrarono a Goa come i “neo colonialisti” e i locali essere tolleranti per la loro occupazione tanto quanto furono con quella portoghese. Per Castle (1996a, p. 3), l’attrazione generale esercitata dall’India sugli hippie e altri spostati furono sia la sua spiritualità che l’hashish, che fu legale fino alla metà degli anni ‘70 quando le leggi furono cambiate sotto pressione degli USA.

La documentazione disponibile sulla prima storia dei party sulle spiagge di Goa è scarsa. Boyd (1996) afferma che gli hippie arrivarono a Goa nel 1968, “per dormire sulle spiagge, consumare marijuana e, in genere, per stare insieme”. Richard Ahlberg (1996), citato sulla mailing list Goa Trance aggiunge che : “Circa trent’anni fa un uomo soprannominato Eddie “otto dita” e altri ex irlandesi trovarono una spiaggia perfetta… indigeni belli, calorosi e amichevoli… quasi un porto paradisiaco nel quale essi poterono, in estrema liberta… godersi una vita libera da tutte le distrazioni… quella gente iniziò a fare dei party sulla spiaggia o nella giungla… ‘mangiando’ psichedelia e danzando alla musica del tempo”.
La musica di quel tempo, ovviamente, non aveva nulla a che fare con ciò che sarebbe diventata nota come goa trance. Boyd (1996) indica i Grateful Dead. Ollie Olsen (in Cole, 1996d), che ha collaborato con uno dei DJ pionieri della goa trance e cioè Fred Disko, ricorda che quest’ultimo gli raccontava che il repertorio principale delle feste sulla spiaggia consisteva, più o meno ancora al principio degli anni Ottanta, di pezzi dei Doors, Neil Young, degli Eagles e forse qualche brano dei Pink Floyd. Il nomignolo Disko gli fu affibbiato perché egli era stato uno dei primi ad introdurre della musica dance elettronica sulla scena.
Un altro DJ pioniere della goa trance, Goa Gil, che fu “uno degli ideatori dei famosi Goa full moon parties”, suonava dal vivo come una band, e fu uno che fece il DJ per tutti gli anni Settanta. Quando all’inizio degli Ottanta, egli si stancò della musica “rock/fusion/reggae” che stava facendo girare introdusse “la prima musica dance elettronica sperimentale post-punk che proveniva dall’Europa, la ‘neue Deutsche Wellè, la electronic body music” (Gil, 1996). Ray Castle (1996a, p. 3) sostiene questa visione, cioè che la “goa techno trance originò dalla hard line, electronic body music, con gruppi come Nitzer Ebb, Front 242, Frontline Assembly, come pure di altri gruppi Eurobeat.” Nei tardi anni 80, tra i DJ goa trance si svilupparono, comunque, gusti particolari e questi influenzarono pratiche e modi di preparare la musica per le feste.
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4 Maggio 2008 alle 19:08
Un sentito ringraziamento a dottor no per avermi iniziato ai misteri di questo genere musicale…!!!
4 Maggio 2008 alle 19:09
Grande peppe per le aggiuntine…video e foto, entrambi molto belli!!
4 Maggio 2008 alle 19:45
facciamola in colonia una cosa del genere
4 Maggio 2008 alle 22:15
ci pensa electrodo!
6 Maggio 2008 alle 23:26
pegnof…per la settimana prossima vogliamo un articolo anche sull’acid…..
rephlex rulez!!!